di Saverio Pipitone [pubblicato il 16/4/2026 su La Bottega del Barbieri e nel Blog di Beppe Grillo]
Polonia 2020: Ewa uccisa perchè sapeva troppo?
La giornalista era a caccia di pedofili, ben protetti, ma all’improvviso “si
uccise”.
Il 16 aprile 2020 alle ore 22, nella sua abitazione a Łódź in Polonia, la giornalista Ewa Żarska fu trovata morta impiccata. Aveva 45 anni. Gli inquirenti, senza prove di reato, archiviarono il caso come suicidio.
Ewa indagava sulla pedofilia. Dopo alcuni mesi di ricerche e con l’aiuto di un informatore anonimo degli ambienti pedopornografici, era riuscita a visionare una chat in cui l’username “Piotr” messaggiava vantandosi della violenza su una bambina di sei anni: stordita, abusata, torturata e soffocata, per poi smembrarla e bruciarla.
Scoprì che si trattava di Krzysztof Pomorski, cittadino polacco del 1958, laureato al Politecnico di Łódź. Era ricercato in patria dal 2006 per avere descritto su internet stupri di bambini e caricato migliaia di orribili immagini, ma la polizia non l’aveva mai scovato.































