Fuoriuscite radioattive, contaminazioni alimentari, sostanze
inquinanti che dai contenitori migrano negli alimenti. A mettere in fila tutti
i dubbi e le riserve sulla salubrità dei forni a microonde, passa la voglia di
usarli. Ma è davvero necessario rinunciare a uno dei più rivoluzionari
elettrodomestici del XX secolo, in grado di cuocere una patata in 3 minuti, e
di scongelare un qualsiasi alimento in poco più?
La pensa così Saverio Pipitone, giornalista e blogger,
autore di “Forno a Micronde? No,
grazie”, Macro edizioni.
Un volumetto dove lo scrittore giornalista raccoglie la storia
del portentoso fornetto, dalla nascita (correva l’anno 1947, il primo modello
era alto 2 metri e pesava 350 chili), ai giorni nostri.